L’«autodidascalo» scrittore. La lingua della Scienza Nuova di Giambattista Vico

N. 55
L’«autodidascalo» scrittore. La lingua della Scienza Nuova di Giambattista Vico, Maurizio Vitale
Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 2016

Indice

Per Maurizio Vitaledi Fulvio Tessitore

Premessa 1

Riferimenti bibliografici 3

L«autodidascalo» scrittore
La lingua della Scienza Nuova di Giambattista Vico

I.La formazione linguistica e gli indirizzi linguistico-letterari 11

ILL'attività letteraria, storica e filosofica e l'uso della lingua italiana 17

III. I modi del sentire, i toni del dire e le forme dello stile nella prosa dellaScienza Nuova 23

1. I modi del sentire e i toni del dire 23

2. Le forme dello stile 29

2.1a. Antitesi dalla contrapposizione concettuale p. 29 - b. Chiasmo che altera artificiosamente la successione degli demeriti della frase p. 30 - c. Ossimoro che implicando una antinomia accresce il peso del significato p. 30 - d. Esclamazione frequente ed intesa ad indicare stupefazione, ironia, sarcasmo p. 31 - e. Interrogazione intensa e motivata più spesso da ragioni di dubbio o di meraviglia p. 31

2.2. SNP figure di espressione, oltre alle numerose metafore SNP figure di pensiero 29

già segnalate 32

a. Iperbole ingrandimento espressivo p. 32

2.3. SNP figure di parola 33

a. Allitterazione o paronomasia cui il Vico era particolarmente sensibile p. 33 - b. Climax o gradatio ad indicare la successione di espressioni che amplificano le idee rappresentate p. 33 - c. Anafora o replicazione, talora in polittoto, largamente usata dal Vico p. 34 - d. Ellissi o disgiunzione che nella espressione brachilogica induce gravità p. 33 - e. Iperbato che concreta artificiosamente la rottura dell’ordine sintattico p. 35 – f. Accumulazione verbale o «copia verborum» di notevole estensione per la straordinaria dovizia lessicale del Vico nel suo ricco esporre p. 35 – g. Anastrofe o prolessi p. 37 - h. Tmesi o distanziazione che, trasponendo gli elementi dall’ordine naturale e proprio della lingua, concreta costrutti di elevato artificio p. 38

2.4. Figure grammaticali 39

a. Uso del superlativo p. 39 - b. Duplicazione del soggetto p. 41

3. Figure retoriche nella SNS e SNT 42

3.1 Tra le figure di pensiero 42

a. Chiasmo p. 42 - b. Esclamazione p. 42

3.2 Tra le figure di parola 43

a. Accumulazione verbale o «copia verborum» p. 43 - b. Tmesi o distanziazione p. 44 - c. Anafora e polittoto p. 44

3.3 Tra le figure di espressione 45

a. Iperbole p. 45 - b. Antitesi gradita al Vico perché la contrapposizione vistosa accresce letterariamente l’espressione p. 46

3.4 Tra le figure di pensiero 47

a. Ossimoro p. 47 - b. Chiasmo p. 47- c. Esclamazione numerosa, per

lo più di stupore ironico o di meraviglia, segno, nello svolgimento erudito, di partecipata animazione p. 47 - d. Interrogazione figura palpitante, di numero più ridotto p. 48

3.5 Tra le figure di parola 49

a. Accumulazione lessicale o «copia verborum» dove meglio appare la multiforme ricchezza espressiva vichiana p. 49 - b. Prolessi o anastrofe p. 53 - c. Iperbato p. 54 - d. Ellissi o disgiunzione p. 54 - e. Anafora p. 55 - f. Tmesi o distanziazione p. 55 - g. Paronomasia o allitterazione graditissima al Vico p. 57 - h. Climax o gradazione (ascendente o discendente) p. 58

3.6 Figure grammaticali 58

a. Uso del superlativo p. 59 - b. Duplicazione del soggetto p. 61

IV. La elocuzione63

1 Fenomeni vocalici e consonantici 64

1.1 Vocalismo 64

a. Vocalismo tonico p. 64 - b. Vocalismo protonico p. 70 - c. Vocalismo

postonico p. 79 - d. Vocalismo finale p. 81 - e. Accidenti generali del vocalismo p. 82

1.2 Consonantismo 85

a. Velari p. 85 - b. Labiali p. 87 - c. Dentali p. 88 - d. Palatali p. 89 -

e. Sibilanti p. 91 - f. Altri fenomeni consonantici p. 93 - g. Fenomeni generali del consonantismo p. 94 - h. Grado delle consonanti p. 97

2 Morfologia 105

a. Articolo p. 105 - b. Nome p. 108 - c. Pronome p. 113 - d. Verbo

p. 118 - e. Avverbio p. 129 - f. Preposizione p. 133 - g. Congiunzione p. 138 - h. Numerali p. 144

3 Costrutti 145

АUso delParticolo p. 145 - b. Uso del nome p. 147 - c. Uso del pronome p. 147 - d. Uso del verbo p. 157 - e. Uso dell’avverbio p. 171 – f. Uso delle preposizioni p. 172 - g. Uso delle proposizioni p. 178

V. Lessico 191

1 Latinismi 192

2 Grecismi 194

3 Voci letterarie o antiche o rare o poco comuni 194

3.1 Voci che compaiono soltanto nella SNP 194

3.2 Voci che compaiono soltanto nella SNS 200

3.3 Voci che compaiono soltanto nella SNT 201

3.4 Voci che compaiono nelle diverse edizioni della SN 204

4 Dialettismi lessicali napoletani 247

5 Neoformazioni lessicali vichiane 248

БTecnicismi lessicali giuridici 253

VI Modalità del testo e sintassi del periodo 259

1.Modalità del testo 259

2.Sintassi del periodo 270

VII La prassi espressiva 277

Indice dei nomi 285

Indice delle voci e delle cose notevoli 289


Abstract

Sono studiati, con ampia trattazione, gli aspetti linguistici e le forme stilistiche della prosa della Scienza nuova nelle tre edizioni del 1725, del 1730, del 1744. L’esame della scrittura vichiana ha consentito di definire la natura della lingua della Scienza nuova e insieme di illustrare le tendenze culturali e i moti sentimentali sottesi alla sua elaborazione, mostrando la vibrazione artistica che permea l’esposizione concettuale storica e filosofica. L’analisi dei tratti di stile (toni e figure) e di lingua (fonetica, morfologia, sintassi, lessico, modalità testuali) ha attestato la grande varietà linguistica del Vico e la sua tensione alla permanente letterarietà tradizionale, specie di stampo antico e tosco-fiorentino, da ascriversi nel quadro delle tendenze linguistiche napoletane dell’ultimo Seicento e del primo Settecento dominate dal purismo linguistico promosso da Leonardo di Capua, interpretato in modo personale.

 

 

Maurizio Vitale professore emerito dell’Università degli Studi di Milano, già professore di storia della lingua italiana. Socio nazionale dell’Accademia dei Lincei, socio emerito dell’Accademia della Crusca. Ha studiato la lingua della cancelleria milanese del Quattrocento, i dibattiti secolari della questione della lingua italiana, la storia del tradizionalismo e del purismo linguistico italiano e, oltre a numerosi problemi di linguistica italiana, la lingua dei singoli autori, Petrarca, Boccaccio, Ariosto, Trissino, Tasso, Parini, Leopardi, Manzoni, Bacchelli. Ha curato, con introduzione e commento, i Poeti della prima scuola, i Rimatori comico-realistici del Due e Trecento, gli Scritti linguistici di A. Manzoni.