Barbarie in età moderna e contemporanea. Atti del Convegno (Milano, 16-17 novembre 2016)

N. 496.1.73
Barbarie in età moderna e contemporanea. Atti del Convegno (Milano, 16-17 novembre 2016), Geri Cerchiai, Giovanni Rota, Luisa Simonutti
Milano, Franco Angeli, 2018
pp. 300

Indice

Presentazione
Trasformazioni concettuali nell'età moderna
Isabel Dejardin, Le barbare, une construction fictionnelle?
Massimo Campanini, "I Turchi sono i più selvaggi degli uomini" [al-Ghazali]: faglie e fratture culturali del mondo arabo islamico nella rappresentazione dell'altro
Luisa Simonutti, Rappresentazioni della barbarie e inquietudine religiosa tra Sei e Settecento (Bayle, Picart, Demeunier, Encyclopédie)
Manuela Sanna, Barbarie e civiltà nella storia dell'uomo vichiano
Geri Cerchiai, Ingegno e "barbarie della riflessione" in Giambattista Vico
Fabiana Cacciapuoti, Giacomo Leopardi: la barbarie della ragione
Monica Riccio, Barbarie dentro: il popolo "furioso" nella psicologia collettiva di fine Ottocento
Yves Charles Zarka, Civilisation et barbarie chez Edward Gibbon
Interpretazioni verso il tempo presente
Raffaella Colombo, Leo Strauss e la filosofia come barbarie
Ann Thomson, La barbarie est-elle barbare?
Didier Contadini, Vittorio Morfino, La metafora della "barbarie" nella tradizione marxista
Antonello La Vergata, Barbari, selvaggi, primitivi (vecchi e nuovi)
Armando Mascolo, Il naufragio dell'umano. Ortega y Gasset e la barbarie dell'uomo-massa
Marco Vanzulli, Forme della barbarie nella contemporaneità. La Dialettica dell'illuminismo e Le origini del totalitarismo in discussione
Giovanni Rota, Jean Améry: un "reduce" contro la "riabilitazione della barbarie"
Giorgio Bertolotti, Su alcuni usi di "barbarie" nel Novecento
Gianfranco Mormino, La barbarie come polarizzazione degli affetti: Jules Henry e il popolo Kaingáng
Indice dei nomi.


Abstract

La nozione di barbarie ha subìto, nel corso degli ultimi secoli, trasformazioni semantiche tali da richiedere una sempre maggiore attenzione da parte della riflessione storico-filosofica. Da un significato antico che indicava l'estraneità di un popolo a un territorio, a una determinata civiltà o cultura, essa si è infatti sviluppata fino a qualificare, volta per volta, una condizione fisica, antropologica o morale in grado di designare l'alterità rispetto a una comunità, a una tradizione, a un complesso omogeneo di costumi. Ridefinire un terreno di riflessione capace di cogliere i mutamenti del concetto di barbarie rappresenta un importante contributo alla storia della cultura e del pensiero contemporanei. Il Convegno del quale si presentano gli Atti ha esaminato alcune delle tappe cruciali che hanno caratterizzato le trasformazioni della categoria di barbarie nella modernità, nell'epoca post-illuminista e in quella contemporanea, concentrandosi su autori e su temi che richiedono una rinnovata riflessione storiografica e filosofica, anche in rapporto al mondo mediterraneo.