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In mechanica aristotelis problemata exercitationes. Vol. I. Testo latino riveduto e corretto con traduzione italiana a fronte. Vol. II Edizione anastatica

" align="RIGHT" hspace="10">N. 496.3.24
In mechanica aristotelis problemata exercitationes. Vol. I. Testo latino riveduto e corretto con traduzione italiana a fronte. Vol. II Edizione anastatica, Bernardino Baldi , Elio Nenci
Milano, Franco Angeli, 2010
pp. 672

Indice

Vol. I
Gianni Micheli, Prefazione
Introduzione
(Dalla 'traduzione' alla 'discussione critica': le Questioni meccaniche nel '500; La composizione delle Exercitationes; Le vicende editoriali delle Exercitationes)
Elenco dei traduttori
Criteri di trascrizione utilizzati per l'edizione del testo latino e linee guida per la stesura delle note
Origine e preparazione delle figure inserite nell'edizione
Elenco delle fonti utilizzate nelle note al testo latino
In Meccanica Aristotelis Problemata Exercitationes
(Lettera dedicatoria editore; Prefazione dell'autore; Vita di B. Baldi scritta da Fabrizio Scarponcino; Questioni meccaniche: parte introduttiva; Questione I
Questione II; Questione III; Questione IV; Questione V; Questione VI; Questione VII; Questione VIII; Questione IX; Questione X; Questione XI; Questione XII; Questione XIII; Questione XIV; Questione XV; Questione XVI; Questione XVII; Questione XVIII; Questione XIX; Questione XX; Questione XXI; Questione XXII; Questione XXIII; Questione XXIV; Questione XXV; Questione XXVI; Questione XXVII; Questione XXVIII; Questione XXIX; Questione XXX; Questione XXXI; Questione XXXII; Questione XXXIII; Questione XXXIV; Questione XXXV; Appendice)
Note finali
Indice dei nomi.



Vol. II
Avvertenza
In meccanica Aristotelis problemata Exercitationes
Lettera dedicatoria editore
Prefazione dell'autore
Vita di B. Baldi scritta da Fabrizio Scarponcino
Questioni meccaniche: parte introduttiva
Questioni I - XXXV
Appendice.


Abstract

Nel processo di acquisizione e di assimilazione della 'meccanica' greca perseguito con tenacia e passione durante il periodo rinascimentale, il recupero, la comprensione, e il commento delle Questioni meccaniche pseudoaristoteliche, rappresentò senza dubbio un momento centrale. Numerose furono le modalità con cui tale testo fu allora studiato. Ci fu chi lo corredò di brevi commenti, e chi invece discusse analiticamente solo alcune questioni dell'opera.
Rispetto a tali approcci le Exercitationes di Baldi rappresentano qualcosa di profondamente diverso. Esse mostrano una trasposizione sistematica dei principi archimedei nel testo delle Questioni meccaniche.
La pubblicazione postuma e le complesse vicende editoriali ci hanno però lasciato in eredità un testo assai scorretto. Da qui l'esigenza di una sua revisione e correzione generale, riscontrabile però nello stesso tempo con l'originale. Il primo volume della presente edizione contiene il testo rivisto e corretto delle Exercitationes, accompagnato dalla traduzione italiana a fronte; il secondo la ristampa anastatica dell'opera edita nel 1621.


Antonio Rosmini e la congregazione del Santo Uffizio. Atti e documenti inediti della condanna del 1887

" align="RIGHT" hspace="10">N. 496.3.23
Antonio Rosmini e la congregazione del Santo Uffizio. Atti e documenti inediti della condanna del 1887, Luciano Malusa , Paolo De Lucia , Eleanna Guglielmi
Milano, Franco Angeli, 2008
pp. 320

Indice

Luciano Malusa, Introduzione
Paolo De Lucia, Nota generale ai testi
Atti e documenti
Sezione I. Dalla denuncia all'affidamento dei Voti ai consultori Satolli e Mazzella
(La denuncia del Card. Agostini; Le Cinque Proposizioni presentate alla Sacra Congregazione; Lettera dell'Assessore a Padre Carb?; Voto di Padre Carb?; Lettera del Patriarca Agostini; Appunti dell'Assessore Laurenzi sugli sviluppi dell'esame della denuncia del Patriarca Agostini; Lettera dell'Assessore Laurenzi alla Congregazione; Breve relazione dell'Assessore Laurenzi; Appunti degli Assessori circa le decisioni prese dal Sant'Uffizio relativamente alle dottrine rosminiane; Decreti delle Congregazioni del Sant'Uffizio; Appunti del consultore Padre Ugo Molza sulle decisioni della Congregazione particolare del Sant'Uffizio del 23 giugno 1884; Giuramento di Francesco Satolli e Camillo Mazzella)
Sezione II. Il Voto di Camillo Mazzella
(Lettera di D'Annibile a Mazzella; Lettera di trasmissione del Voto al Cardinale Segretario del Sant'Uffizio; Voto)
Sezione III. Il Voto di Francesco Satolli
(Voto)
Sezione IV. La preparazione delle Quaranta Proposizioni e del Decreto
Elena Guglielmi, Nota particolare ai testi
(Decreto di Feria IV, 3 agosto 1887: Verbale, atti ed elenco di 38 proposizioni; Proposte di correzioni al decreto, all'epistola e all'elenco delle proposizioni, emerse nella riunione di Feria IV, 16 novembre 1887; Elenco di 38 proposizioni; Elenco manoscritto delle proposizioni nella versione del 30 novembre 1987; Versione successiva al 1° dicembre 1887; Correzioni di Mazzella e Zigliara alla versione successiva al 1° dicembre 1887; Decreto 14 dicembre 1887 con le diverse correzioni: tre varianti; Lettera Enciclica di trasmissione del Decreto; Decisioni brevi della riunione di Feria IV, 7 dicembre 1887; Lettera con Decreto definitivo pubblicati il 7 marzo 1888; Elenco definitivo di Feria IV, 14 dicembre 1887, e pubblicato il 7 marzo 1888)
Indice dei nomi.


Abstract

Dimenticare il Post obitum (1887), vale a dire la condanna, da parte del Sant'Uffizio, di Quaranta proposizioni tratte dagli scritti di Antonio Rosmini (1797-1855), risulta impossibile e forse non opportuno. Occorre dissipare i dubbi verso chi provocò la condanna e verso chi la accettò o la criticò.
L'esame dei documenti che la prepararono, condotto nel presente volume, dalla documentazione inedita conservata presso l'Archivio della Congregazione per la Dottrina della Fede, risulta utile a tal fine. Rosmini fu ardito e originale in certi passaggi delle sue riflessioni ontologiche, antropologiche, etiche e teologiche, e tale audacia, che egli praticò nello sviluppo dei temi classici di una filosofia aperta alla religione cristiana e nelle interpretazioni teologiche di essi, generò in alcuni esponenti della Chiesa-istituzione il timore che le sue idee potessero alimentare la proposta di una filosofia cristiana alternativa alla linea del neotomismo "ufficiale", e li spinse a cercare suoi testi che potessero apparire problematici e ad isolarli dal contesto. Sembra oggi opportuno che gli studiosi dispongano dei documenti che mostrano come la dinamica della condanna di Rosmini, oggi riconosciuto per uno dei più grandi pensatori in ambito cristiano, fosse caratterizzata da discutibili scelte, nemiche della verità e lesive dei diritti della persona di lui e dell'Istituto della Carità da lui fondato.


Vico e la filosofia civile in Lombardia

" align="RIGHT" hspace="10">N. 496.1.74
Vico e la filosofia civile in Lombardia, Geri Cerchiai
Milano, Franco Angeli, 2020
pp. 332

Indice

Presentazione
Pierre Girard, "Il nostro grande e stranissimo autore Vico". Presences de Vico dans le Caffe
Antonino De Francesco, "Non conoscevamo quasi il Vico". Alcune note sul significato dell'opera di Cuoco nel mondo culturale milanese di primo Ottocento
Gianmarco Gaspari, Vico nella Milano dei Lumi
Angelo Stella, Dalla biblioteca di Alessandro Manzoni. Approssimazioni vichiane
Giuseppe Cospito, Il Vico di Francesco Lomonaco
Robertino Ghiringhelli, La filosofia civile tra Vico e Romagnosi
Enrico Nuzzo, Attorno all'edizione e interpretazione della "Scienza Nuova" prima di Giuseppe Ferrari. Il genio di Vico nella storia progressiva delle epoche
Carlo G. Lacaita, Vico e il pensiero "positivo" nel giornalismo risorgimentale lombardo
Maurizio Martirano, Edizioni e interpretazioni. Vico tra Francesco Predari e Giuseppe Ferrari
Geri Cerchiai, Il principio di varietà e l'etica della relazione. Pagine di letteratura cattaneana su Vico
Domenico Santamaria, Giambattista Vico nel pensiero linguistico di Carlo Cattaneo
Mariachiara Fugazza, "L'immensa fatica d'interrogare tutte le istorie": echi vichiani nell'ultimo Cattaneo
Francesco Traniello, Christiane Liermann, Rosmini, Vico e la rivoluzione
Marco Meriggi, Carlo Tenca nel vichismo lombardo
Monica Riccio, Tito Vignoli e la "psicologia poetica" di Vico
Indice dei nomi.


Abstract

La Lombardia ha rappresentato un crocevia fondamentale per la diffusione del pensiero vichiano, tanto da spingere Benedetto Croce ad affermare, fin dalla prima metà del secolo scorso, che Milano, dopo Napoli, "divenne, e restò a lungo, la seconda roccaforte del vichismo".
Nella Milano dei Verri e del "Caffè", come in quella degli esuli napoletani o, ancora, di Carlo Cattaneo e del suo "Politecnico", la riflessione vichiana venne così ad incrociare alcuni dei più rilevanti momenti della vita civile risorgimentale, contribuendo alla formazione delle stesse categorie politiche e concettuali che quest'ultima andava sviluppando.
Il volume, che raccoglie gli Atti del Convegno organizzato in occasione del trecentocinquantesimo anniversario della nascita del filosofo napoletano (1668), approfondisce questo importante capitolo della storiografia vichiana, ripercorrendone le tappe e studiandone i protagonisti dal duplice punto di vista della ricerca storica e dell'analisi filosofica.


Barbarie in età moderna e contemporanea. Atti del Convegno (Milano, 16-17 novembre 2016)

" align="RIGHT" hspace="10">N. 496.1.73
Barbarie in età moderna e contemporanea. Atti del Convegno (Milano, 16-17 novembre 2016), Geri Cerchiai, Giovanni Rota, Luisa Simonutti
Milano, Franco Angeli, 2018
pp. 300

Indice

Presentazione
Trasformazioni concettuali nell'età moderna
Isabel Dejardin, Le barbare, une construction fictionnelle?
Massimo Campanini, "I Turchi sono i più selvaggi degli uomini" [al-Ghazali]: faglie e fratture culturali del mondo arabo islamico nella rappresentazione dell'altro
Luisa Simonutti, Rappresentazioni della barbarie e inquietudine religiosa tra Sei e Settecento (Bayle, Picart, Demeunier, Encyclopédie)
Manuela Sanna, Barbarie e civiltà nella storia dell'uomo vichiano
Geri Cerchiai, Ingegno e "barbarie della riflessione" in Giambattista Vico
Fabiana Cacciapuoti, Giacomo Leopardi: la barbarie della ragione
Monica Riccio, Barbarie dentro: il popolo "furioso" nella psicologia collettiva di fine Ottocento
Yves Charles Zarka, Civilisation et barbarie chez Edward Gibbon
Interpretazioni verso il tempo presente
Raffaella Colombo, Leo Strauss e la filosofia come barbarie
Ann Thomson, La barbarie est-elle barbare?
Didier Contadini, Vittorio Morfino, La metafora della "barbarie" nella tradizione marxista
Antonello La Vergata, Barbari, selvaggi, primitivi (vecchi e nuovi)
Armando Mascolo, Il naufragio dell'umano. Ortega y Gasset e la barbarie dell'uomo-massa
Marco Vanzulli, Forme della barbarie nella contemporaneità. La Dialettica dell'illuminismo e Le origini del totalitarismo in discussione
Giovanni Rota, Jean Améry: un "reduce" contro la "riabilitazione della barbarie"
Giorgio Bertolotti, Su alcuni usi di "barbarie" nel Novecento
Gianfranco Mormino, La barbarie come polarizzazione degli affetti: Jules Henry e il popolo Kaingáng
Indice dei nomi.


Abstract

La nozione di barbarie ha subìto, nel corso degli ultimi secoli, trasformazioni semantiche tali da richiedere una sempre maggiore attenzione da parte della riflessione storico-filosofica. Da un significato antico che indicava l'estraneità di un popolo a un territorio, a una determinata civiltà o cultura, essa si è infatti sviluppata fino a qualificare, volta per volta, una condizione fisica, antropologica o morale in grado di designare l'alterità rispetto a una comunità, a una tradizione, a un complesso omogeneo di costumi. Ridefinire un terreno di riflessione capace di cogliere i mutamenti del concetto di barbarie rappresenta un importante contributo alla storia della cultura e del pensiero contemporanei. Il Convegno del quale si presentano gli Atti ha esaminato alcune delle tappe cruciali che hanno caratterizzato le trasformazioni della categoria di barbarie nella modernità, nell'epoca post-illuminista e in quella contemporanea, concentrandosi su autori e su temi che richiedono una rinnovata riflessione storiografica e filosofica, anche in rapporto al mondo mediterraneo.


La filosofia di Eugenio Colorni

" align="RIGHT" hspace="10">N. 496.1.72
La filosofia di Eugenio Colorni, Geri Cerchiai
Milano, Franco Angeli, 2018
pp. 136

Indice

Avvertenza
Nota biografica
Introduzione
Filosofia e autobiografia
("Guardare dentro se stesso": dalla natura all'io; La filosofia come missione: Inizio di autobiografia e Giustificazione; Un "occhio inflessibile"; L'universale; "Nei meandri della memoria". Sul successo)
Il sistema come esigenza. Gli studi su Croce e Leibniz
(I maestri; L'estetica di Benedetto Croce; Gadda e Barié; La ragione di Leibniz e la volontà di Cartesio; Un programma leibniziano; La crisi del programma leibniziano e l'ordine come esigenza; La ripresa del soggetto e il "superamento" di Leibniz)
Filosofia e metodologia della scienza
(Una favola filosofica; L'"idolo antropomorfico" e l'"inversione di valori"; Conoscenza filosofica e conoscenza scientifica; Un "convenzionalismo critico"; Una "più ampia umanità". Conclusioni)
Appendice. Cinque scritti metodologici di Eugenio Colorni nelle carte di Vittorio Somenzi
(Introduzione; Nota del curatore)
Cinque scritti metodologici di Eugenio Colorni
(II. Relatività generale; Sull'assiomatica delle leggi della meccanica; Geometria ed esperienza; Programma; Commodo a Ritroso)
Bibliografia
Indice dei nomi.


Abstract

Figura tra le più ricche del panorama filosofico-intellettuale italiano della prima metà del Novecento, Colorni fu partigiano e martire antifascista nelle fila dei socialisti. A partire dagli anni del confino, egli contribuì alla stesura del Manifesto di Ventotene e, insieme con Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Ursula Hirschmann, è considerato uno dei maggiori ispiratori del federalismo europeo. L'interesse per il pensiero filosofico colorniano - che in questo volume è approfondito nella sua interezza - risiede nel particolare percorso storico e culturale dell'autore. Nato nel 1909 a Milano da famiglia ebraica, allievo di Piero Martinetti e di Giuseppe Antonio Borgese, Colorni scoprì la filosofia tramite la lettura del Breviario di estetica di Benedetto Croce. Gli studi leibniziani, ai quali il giovane pensatore fu indirizzato dal magistero martinettiano, rappresentano un primo tentativo di svincolarsi dall'eredità dello storicismo crociano, ma è all'incontro triestino con Umberto Saba che lo stesso Colorni attribuisce la svolta metodologica e "antifilosofica" della maturità. L'originalità dell'impostazione kantiana, l'attenzione per la psicoanalisi e per l'epistemologia, l'immersione nella pratica scientifica vera e propria - sempre accompagnata dal tentativo di non ignorare quei motivi d'irrazionalità che ne concorrono a modellare la struttura - rendono conto della curiosità che la riflessione colorniana suscitò negli ambienti della più avanzata filosofia scientifica del dopoguerra, curiosità testimoniata dalle vicende che accompagnarono la pubblicazione dei frammenti metodologici trascritti in appendice al volume. Fuggito nel 1943 dal confino di Melfi, dove era stato trasferito da Ventotene, Colorni si immerse in una intensissima lotta clandestina. Fu assassinato a Roma nel 1944 (pochi giorni prima della liberazione della città) per mano dei sicari della banda Koch. Nel 1946 gli venne conferita la medaglia d'oro al valor militare.


Visione e parola. Un'interpretazione del concetto spinoziano di scientia intuitiva. Tra finito e infinito

" align="RIGHT" hspace="10">N. 496.1.71
Visione e parola. Un'interpretazione del concetto spinoziano di scientia intuitiva. Tra finito e infinito, Patrizia Pozzi
Milano, Franco Angeli, 2012
pp. 256

Indice

Avvertenza
Introduzione
La definizione spinoziana di scientia intuitiva
(La conoscenza intuitiva nell'opera di Spinoza; Interpretazioni del concetto spinoziano di scientia intuitiva)
Il linguaggio di Spinoza
(Il problema della terminologia in Spinoza; Ebraico e latino; Uno sguardo alla biblioteca di Spinoza)
Il concetto di intuizione nella storia del pensiero: conoscenza e visione
(Vedere e conoscere nella grecità e nell'ellenismo; Intueri: da Agostino ad Ockham; La conoscenza intuitiva nel Rinascimento; Intuizione ed evidenza nell'età moderna)
Parola e visione nell'ebraismo: la lettura ebraica del testo sacro
(Vedere e udire nella Sacra Scrittura; La parola di Dio; Linguaggio di Dio e linguaggio degli uomini; Mosè: la visione in uno specchio chiaro e la parola faccia a faccia)
Spinoza e l'ebraismo
(Spinoza e l'ebraismo nella letteratura critica; Spinoza e il Talmud; Riflessioni spinoziane su Mosè e il Tetragramma; Spinoza e la lingua ebraica)
La scientia intuitiva: visione e parola
(Scientia intuitiva e Amor Dei intellectualis; Tra finito e infinito; La conoscenza come tensione ermeneutica; Il mos geometricum: uno sguardo matematico sull'infinito)
Riflessioni conclusive
Appendic. L'elenco notarile dei testi presenti nella biblioteca di Spinoza
Bibliografia
Indice dei nomi.


Abstract

La filosofia di Spinoza ha radici complesse, a vario titolo scandagliate. Quella spinoziana è una via che può essere compresa riconoscendo le fonti e le prospettive di una tensione filosofica volta a pensare, insieme, l'essere e il divenire, il tempo e l'eternità, il finito e l'infinito, l'unità e la molteplicità, l'individuo e la res publica. Tanto la cultura greco-latina (dai classici al medioevo, dall'umanesimo a Descartes), quanto la tradizione ebraica (in varie sfaccettature, dalla dimensione talmudica a quella cabbalistica) possono essere indagate, e spesso sono state ipotizzate, come basi di un percorso che lucidamente si confronta con autori e opere di cui si nutre, ma rispetto a cui, tuttavia, prende le distanze, cercando una sua propria irriducibile originalità. A partire dal lessico fino alla struttura delle opere spinoziane, siamo sempre chiamati a scavare in quello che è stato un tentativo radicale, e spesso provocatorio, di ridefinizione del logos filosofico, dall'ontologia alla politica.
In questo libro si è cercato di mettere a fuoco il concetto spinoziano di scientia intuitiva conducendo un'analisi interna dell'opera di Spinoza e considerando alcuni tra gli autori e le correnti della storia del pensiero (di impronta sia classica, sia ebraica) che possono avere lasciato un riflesso in questa complessa idea spinoziana, oggetto di molteplici e talvolta inconciliabili letture.
Di fronte ad una filosofia che si presenta con l'istanza di un adamantino rigore razionale e che ha sollecitato una continua tensione a comprendere ed interpretare i suoi possibili significati, queste pagine si pongono come un tentativo di interpretazione del concetto di scienza intuitiva, nella consapevolezza che, data la complessità della visione spinoziana, l'obiettivo non è tanto arrivare a circoscrivere un significato univoco, quanto mostrare una delle possibili lenti attraverso cui questo concetto può essere letto.


La ragione e l'incertezza. Filosofia e medicina nella prima età moderna

" align="RIGHT" hspace="10">N. 496.1.70
La ragione e l'incertezza. Filosofia e medicina nella prima età moderna, Simone Mammola
Milano, Franco Angeli, 2012
pp. 384

Indice

Introduzione
Ringraziamenti
Petrarca, Salutati, Leoniceno: dalla critica umanistica della medicina alla nascita di un umanesimo medico
("Medico, resta al tuo posto". La polemica di Petrarca contro la medicina; "Io ho fissato il mio scopo nell'azione poiché mi travaglio per la salute dei mortali". Coluccio Salutati e la rivalutazione della medicina come scienza pratica
1.3. "Disputare con i barbari non sulle parole, ma sulle cose necessarie alla salute degli uomini". Niccolò Leoniceno
e la nascita dell'umanesimo medico)
La rivalutazione della medicina come arte nella riflessione umanistica
(L'elogio della medicina da parte di Erasmo; Juan Luis Vives e il progetto di una riforma umanistica della medicina; Il nuovo statuto della medicina secondo i medici umanisti; La ridefinizione della medicina e l'origine di nuovi campi di ricerca)
Tra metodo ed esperienza: la medicina del '500 alle prese con i suoi fondamenti
(Reazioni padovane alla sfida umanistica: la nozione di methodus; La via metodica e la via empirica; Incertezze dottrinali e spunti di novità nella seconda metà del '500)
L'arte medica, la filosofia, la storia: un modello interdisciplinare di sapere
(Jacopo Zabarella e la riaffermazione del primato della filosofia sulla medicina; Francisco Sanchez e una nuova alleanza tra scetticismo e medicina; Un tentativo matematico di superare l'incertezza: Santorio Santorio; Medicina, storia e politica: Machiavelli, Bodin, Montaigne)
Dalla filosofia naturale alla storia naturale: il progetto seicentesco di una medicina senza ipotesi
(Cartesio e l'aspirazione a un prolungamento indefinito della vita; Francesco Bacone e il programma delle storie naturali; La filosofia sperimentale inglese e la teoria della medicina; Teorie dell'incertezza medica: Sorbière e Di Capua; Thomas Sydenham e l'elaborazione di una medicina senza filosofia)
John Locke e la medicina
Bibliografia
Indice dei nomi.


Abstract

Il volume si propone di ripercorrere la vera e propria crisi di fondamenti cui va incontro il sapere medico nei quattro secoli (fra Trecento e fine Seicento) durante i quali si consuma la fine della grande sintesi speculativa della medicina scolastica medievale. Con il declino di questo sistema di riferimento - formidabile tanto dal punto di vista istituzionale (l'università) che epistemologico (medicina come scientia su base filosofica) - si assiste infatti al progressivo abbandono di una visione della realtà secondo cui un'adeguata comprensione filosofica dell'universo deve sempre precedere l'azione umana in tutte le sue forme.
Per contro, attraverso la fondamentale rivalutazione umanistica dell' ars come sapere "scientifico" valido a tutti gli effetti e in grado di mediare tra esperienza e teoria, la medicina in età rinascimentale e protomoderna si configura principalmente come "arte", e soprattutto come arte della congettura che nel tentativo di controllare una realtà empirica in continuo cambiamento non viene meno alla caratteristica di rimanere comunque un modello di pratica razionale, pur se insidiata da una costitutiva incertezza. In tal modo, introducendo elementi di pragmatismo e di utilitarismo tali da mutare radicalmente e permanentemente l'immagine del sapere naturale, l'evoluzione del sapere medico nel corso della prima età moderna offre un contributo del tutto peculiare, anche se non sempre adeguatamente riconosciuto, al più vasto fenomeno della Rivoluzione Scientifica.


La questione del potere. Teologi e teoria politica nella disputa tra Bonifacio VIII e Filippo il Bello

" align="RIGHT" hspace="10">N. 496.1.69
La questione del potere. Teologi e teoria politica nella disputa tra Bonifacio VIII e Filippo il Bello, Gianluca Briguglia
Milano, Franco Angeli, 2012
pp. 160

Indice

Ringraziamenti
Introduzione
(Segni, strumenti, poteri; Sovrani, pontefici e intellettuali)
Inquirere veritatem. Sui prologhi politici tra Giovanni di Parigi, Egidio Romano, Giacomo da Viterbo
(Notitia veritatis. Conoscere la verità; "Credo che non sia criticabile ricercare la verità, dal momento che l'ignoranza è pericolosa e che in alcuni casi non c'è certezza": Giacomo da Viterbo, Egidio Romano, Giovanni di Parigi e la ricerca della verità)
"Corpus". Corpo di Cristo e teoria politica
(Alcune implicazioni filosofiche del dibattito eucaristico. Corpo, materia, sostanza; La Determinatio di Giovanni di Parigi; Egidio Romano, Giovanni di Parigi di fronte al corpo di Cristo. Sacramento e teoremi politica)
L'istituzione del potere
(Le due nature di Cristo e il potere di Pietro e del suo successore. Giacomo da Viterbo, Giovanni di Parigi; "Nutus est signum voluntatis". Il problema della fondazione)
Generare e rigenerare il potere. La causalità politica in Egidio Romano
("Communicacio". Il naturalismo politico come agire comunicativo; Adamo. Il peccato originale; Generatività; Il battesimo e il patto; Il papa e il potere costituente)
Conclusioni. I teologi e la politica
Bibliografia
Indice dei nomi.


Abstract

Una delle più famose dispute politiche medievali, quella tra papa Bonifacio VIII e Filippo il Bello, re di Francia, non fu soltanto una drammatica prova di forza tra le potenze dell'epoca, né le teorie politiche di quel periodo sono da considerarsi come un gioco di specchi, un mascheramento erudito e ideologico di ciò che sarebbe veramente importante, cioè la forza e i rapporti tra le pressioni esercitate dalla curia papale e la corte del re. Si tratta invece di un momento di autentico dibattito filosofico-politico, in cui i teologi mettono alla prova gli strumenti concettuali elaborati nel lavoro accademico dell'ultimo quarto del XIII secolo. È qui che la teologia stimola la filosofia, sfidandola con domande nuove che i filosofi dell'antichità, primo tra tutti Aristotele, non potevano porre.
Il volume mette a fuoco alcuni rapporti tra teologia e politica nei trattati della disputa, in particolare quelli di Egidio Romano e Giovanni di Parigi, chiarendo non solo il contesto filosofico da cui sorgono, ma mostrando la loro concreta posta in gioco, cioè la costituzione di un'autonomia teoretica del politico.
Nella polemica feroce tra risposte contrastanti, che non escludono censure e processi, ma che restano comunque accomunate nei metodi, negli strumenti e nell'aspirazione a indagare la verità senza cedere a pressioni di re o di pontefici, i teologi e gli intellettuali delle università, che ormai rappresentano il terzo potere della cristianità, inaugurano una fase nuova del pensiero politico, quella che avrebbe condotto alla modernità.


6 maggio 2021 - Le tournant de 1814

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