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Barbarie in età moderna e contemporanea. Atti del Convegno (Milano, 16-17 novembre 2016)

" align="RIGHT" hspace="10">N. 496.1.73
Barbarie in età moderna e contemporanea. Atti del Convegno (Milano, 16-17 novembre 2016), Geri Cerchiai, Giovanni Rota, Luisa Simonutti
Milano, Franco Angeli, 2018
pp. 300

Indice

Presentazione
Trasformazioni concettuali nell'età moderna
Isabel Dejardin, Le barbare, une construction fictionnelle?
Massimo Campanini, "I Turchi sono i più selvaggi degli uomini" [al-Ghazali]: faglie e fratture culturali del mondo arabo islamico nella rappresentazione dell'altro
Luisa Simonutti, Rappresentazioni della barbarie e inquietudine religiosa tra Sei e Settecento (Bayle, Picart, Demeunier, Encyclopédie)
Manuela Sanna, Barbarie e civiltà nella storia dell'uomo vichiano
Geri Cerchiai, Ingegno e "barbarie della riflessione" in Giambattista Vico
Fabiana Cacciapuoti, Giacomo Leopardi: la barbarie della ragione
Monica Riccio, Barbarie dentro: il popolo "furioso" nella psicologia collettiva di fine Ottocento
Yves Charles Zarka, Civilisation et barbarie chez Edward Gibbon
Interpretazioni verso il tempo presente
Raffaella Colombo, Leo Strauss e la filosofia come barbarie
Ann Thomson, La barbarie est-elle barbare?
Didier Contadini, Vittorio Morfino, La metafora della "barbarie" nella tradizione marxista
Antonello La Vergata, Barbari, selvaggi, primitivi (vecchi e nuovi)
Armando Mascolo, Il naufragio dell'umano. Ortega y Gasset e la barbarie dell'uomo-massa
Marco Vanzulli, Forme della barbarie nella contemporaneità. La Dialettica dell'illuminismo e Le origini del totalitarismo in discussione
Giovanni Rota, Jean Améry: un "reduce" contro la "riabilitazione della barbarie"
Giorgio Bertolotti, Su alcuni usi di "barbarie" nel Novecento
Gianfranco Mormino, La barbarie come polarizzazione degli affetti: Jules Henry e il popolo Kaingáng
Indice dei nomi.


Abstract

La nozione di barbarie ha subìto, nel corso degli ultimi secoli, trasformazioni semantiche tali da richiedere una sempre maggiore attenzione da parte della riflessione storico-filosofica. Da un significato antico che indicava l'estraneità di un popolo a un territorio, a una determinata civiltà o cultura, essa si è infatti sviluppata fino a qualificare, volta per volta, una condizione fisica, antropologica o morale in grado di designare l'alterità rispetto a una comunità, a una tradizione, a un complesso omogeneo di costumi. Ridefinire un terreno di riflessione capace di cogliere i mutamenti del concetto di barbarie rappresenta un importante contributo alla storia della cultura e del pensiero contemporanei. Il Convegno del quale si presentano gli Atti ha esaminato alcune delle tappe cruciali che hanno caratterizzato le trasformazioni della categoria di barbarie nella modernità, nell'epoca post-illuminista e in quella contemporanea, concentrandosi su autori e su temi che richiedono una rinnovata riflessione storiografica e filosofica, anche in rapporto al mondo mediterraneo.


La filosofia di Eugenio Colorni

" align="RIGHT" hspace="10">N. 496.1.72
La filosofia di Eugenio Colorni, Geri Cerchiai
Milano, Franco Angeli, 2018
pp. 136

Indice

Avvertenza
Nota biografica
Introduzione
Filosofia e autobiografia
("Guardare dentro se stesso": dalla natura all'io; La filosofia come missione: Inizio di autobiografia e Giustificazione; Un "occhio inflessibile"; L'universale; "Nei meandri della memoria". Sul successo)
Il sistema come esigenza. Gli studi su Croce e Leibniz
(I maestri; L'estetica di Benedetto Croce; Gadda e Barié; La ragione di Leibniz e la volontà di Cartesio; Un programma leibniziano; La crisi del programma leibniziano e l'ordine come esigenza; La ripresa del soggetto e il "superamento" di Leibniz)
Filosofia e metodologia della scienza
(Una favola filosofica; L'"idolo antropomorfico" e l'"inversione di valori"; Conoscenza filosofica e conoscenza scientifica; Un "convenzionalismo critico"; Una "più ampia umanità". Conclusioni)
Appendice. Cinque scritti metodologici di Eugenio Colorni nelle carte di Vittorio Somenzi
(Introduzione; Nota del curatore)
Cinque scritti metodologici di Eugenio Colorni
(II. Relatività generale; Sull'assiomatica delle leggi della meccanica; Geometria ed esperienza; Programma; Commodo a Ritroso)
Bibliografia
Indice dei nomi.


Abstract

Figura tra le più ricche del panorama filosofico-intellettuale italiano della prima metà del Novecento, Colorni fu partigiano e martire antifascista nelle fila dei socialisti. A partire dagli anni del confino, egli contribuì alla stesura del Manifesto di Ventotene e, insieme con Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Ursula Hirschmann, è considerato uno dei maggiori ispiratori del federalismo europeo. L'interesse per il pensiero filosofico colorniano - che in questo volume è approfondito nella sua interezza - risiede nel particolare percorso storico e culturale dell'autore. Nato nel 1909 a Milano da famiglia ebraica, allievo di Piero Martinetti e di Giuseppe Antonio Borgese, Colorni scoprì la filosofia tramite la lettura del Breviario di estetica di Benedetto Croce. Gli studi leibniziani, ai quali il giovane pensatore fu indirizzato dal magistero martinettiano, rappresentano un primo tentativo di svincolarsi dall'eredità dello storicismo crociano, ma è all'incontro triestino con Umberto Saba che lo stesso Colorni attribuisce la svolta metodologica e "antifilosofica" della maturità. L'originalità dell'impostazione kantiana, l'attenzione per la psicoanalisi e per l'epistemologia, l'immersione nella pratica scientifica vera e propria - sempre accompagnata dal tentativo di non ignorare quei motivi d'irrazionalità che ne concorrono a modellare la struttura - rendono conto della curiosità che la riflessione colorniana suscitò negli ambienti della più avanzata filosofia scientifica del dopoguerra, curiosità testimoniata dalle vicende che accompagnarono la pubblicazione dei frammenti metodologici trascritti in appendice al volume. Fuggito nel 1943 dal confino di Melfi, dove era stato trasferito da Ventotene, Colorni si immerse in una intensissima lotta clandestina. Fu assassinato a Roma nel 1944 (pochi giorni prima della liberazione della città) per mano dei sicari della banda Koch. Nel 1946 gli venne conferita la medaglia d'oro al valor militare.


Visione e parola. Un'interpretazione del concetto spinoziano di scientia intuitiva. Tra finito e infinito

" align="RIGHT" hspace="10">N. 496.1.71
Visione e parola. Un'interpretazione del concetto spinoziano di scientia intuitiva. Tra finito e infinito, Patrizia Pozzi
Milano, Franco Angeli, 2012
pp. 256

Indice

Avvertenza
Introduzione
La definizione spinoziana di scientia intuitiva
(La conoscenza intuitiva nell'opera di Spinoza; Interpretazioni del concetto spinoziano di scientia intuitiva)
Il linguaggio di Spinoza
(Il problema della terminologia in Spinoza; Ebraico e latino; Uno sguardo alla biblioteca di Spinoza)
Il concetto di intuizione nella storia del pensiero: conoscenza e visione
(Vedere e conoscere nella grecità e nell'ellenismo; Intueri: da Agostino ad Ockham; La conoscenza intuitiva nel Rinascimento; Intuizione ed evidenza nell'età moderna)
Parola e visione nell'ebraismo: la lettura ebraica del testo sacro
(Vedere e udire nella Sacra Scrittura; La parola di Dio; Linguaggio di Dio e linguaggio degli uomini; Mosè: la visione in uno specchio chiaro e la parola faccia a faccia)
Spinoza e l'ebraismo
(Spinoza e l'ebraismo nella letteratura critica; Spinoza e il Talmud; Riflessioni spinoziane su Mosè e il Tetragramma; Spinoza e la lingua ebraica)
La scientia intuitiva: visione e parola
(Scientia intuitiva e Amor Dei intellectualis; Tra finito e infinito; La conoscenza come tensione ermeneutica; Il mos geometricum: uno sguardo matematico sull'infinito)
Riflessioni conclusive
Appendic. L'elenco notarile dei testi presenti nella biblioteca di Spinoza
Bibliografia
Indice dei nomi.


Abstract

La filosofia di Spinoza ha radici complesse, a vario titolo scandagliate. Quella spinoziana è una via che può essere compresa riconoscendo le fonti e le prospettive di una tensione filosofica volta a pensare, insieme, l'essere e il divenire, il tempo e l'eternità, il finito e l'infinito, l'unità e la molteplicità, l'individuo e la res publica. Tanto la cultura greco-latina (dai classici al medioevo, dall'umanesimo a Descartes), quanto la tradizione ebraica (in varie sfaccettature, dalla dimensione talmudica a quella cabbalistica) possono essere indagate, e spesso sono state ipotizzate, come basi di un percorso che lucidamente si confronta con autori e opere di cui si nutre, ma rispetto a cui, tuttavia, prende le distanze, cercando una sua propria irriducibile originalità. A partire dal lessico fino alla struttura delle opere spinoziane, siamo sempre chiamati a scavare in quello che è stato un tentativo radicale, e spesso provocatorio, di ridefinizione del logos filosofico, dall'ontologia alla politica.
In questo libro si è cercato di mettere a fuoco il concetto spinoziano di scientia intuitiva conducendo un'analisi interna dell'opera di Spinoza e considerando alcuni tra gli autori e le correnti della storia del pensiero (di impronta sia classica, sia ebraica) che possono avere lasciato un riflesso in questa complessa idea spinoziana, oggetto di molteplici e talvolta inconciliabili letture.
Di fronte ad una filosofia che si presenta con l'istanza di un adamantino rigore razionale e che ha sollecitato una continua tensione a comprendere ed interpretare i suoi possibili significati, queste pagine si pongono come un tentativo di interpretazione del concetto di scienza intuitiva, nella consapevolezza che, data la complessità della visione spinoziana, l'obiettivo non è tanto arrivare a circoscrivere un significato univoco, quanto mostrare una delle possibili lenti attraverso cui questo concetto può essere letto.


La ragione e l'incertezza. Filosofia e medicina nella prima età moderna

" align="RIGHT" hspace="10">N. 496.1.70
La ragione e l'incertezza. Filosofia e medicina nella prima età moderna, Simone Mammola
Milano, Franco Angeli, 2012
pp. 384

Indice

Introduzione
Ringraziamenti
Petrarca, Salutati, Leoniceno: dalla critica umanistica della medicina alla nascita di un umanesimo medico
("Medico, resta al tuo posto". La polemica di Petrarca contro la medicina; "Io ho fissato il mio scopo nell'azione poiché mi travaglio per la salute dei mortali". Coluccio Salutati e la rivalutazione della medicina come scienza pratica
1.3. "Disputare con i barbari non sulle parole, ma sulle cose necessarie alla salute degli uomini". Niccolò Leoniceno
e la nascita dell'umanesimo medico)
La rivalutazione della medicina come arte nella riflessione umanistica
(L'elogio della medicina da parte di Erasmo; Juan Luis Vives e il progetto di una riforma umanistica della medicina; Il nuovo statuto della medicina secondo i medici umanisti; La ridefinizione della medicina e l'origine di nuovi campi di ricerca)
Tra metodo ed esperienza: la medicina del '500 alle prese con i suoi fondamenti
(Reazioni padovane alla sfida umanistica: la nozione di methodus; La via metodica e la via empirica; Incertezze dottrinali e spunti di novità nella seconda metà del '500)
L'arte medica, la filosofia, la storia: un modello interdisciplinare di sapere
(Jacopo Zabarella e la riaffermazione del primato della filosofia sulla medicina; Francisco Sanchez e una nuova alleanza tra scetticismo e medicina; Un tentativo matematico di superare l'incertezza: Santorio Santorio; Medicina, storia e politica: Machiavelli, Bodin, Montaigne)
Dalla filosofia naturale alla storia naturale: il progetto seicentesco di una medicina senza ipotesi
(Cartesio e l'aspirazione a un prolungamento indefinito della vita; Francesco Bacone e il programma delle storie naturali; La filosofia sperimentale inglese e la teoria della medicina; Teorie dell'incertezza medica: Sorbière e Di Capua; Thomas Sydenham e l'elaborazione di una medicina senza filosofia)
John Locke e la medicina
Bibliografia
Indice dei nomi.


Abstract

Il volume si propone di ripercorrere la vera e propria crisi di fondamenti cui va incontro il sapere medico nei quattro secoli (fra Trecento e fine Seicento) durante i quali si consuma la fine della grande sintesi speculativa della medicina scolastica medievale. Con il declino di questo sistema di riferimento - formidabile tanto dal punto di vista istituzionale (l'università) che epistemologico (medicina come scientia su base filosofica) - si assiste infatti al progressivo abbandono di una visione della realtà secondo cui un'adeguata comprensione filosofica dell'universo deve sempre precedere l'azione umana in tutte le sue forme.
Per contro, attraverso la fondamentale rivalutazione umanistica dell' ars come sapere "scientifico" valido a tutti gli effetti e in grado di mediare tra esperienza e teoria, la medicina in età rinascimentale e protomoderna si configura principalmente come "arte", e soprattutto come arte della congettura che nel tentativo di controllare una realtà empirica in continuo cambiamento non viene meno alla caratteristica di rimanere comunque un modello di pratica razionale, pur se insidiata da una costitutiva incertezza. In tal modo, introducendo elementi di pragmatismo e di utilitarismo tali da mutare radicalmente e permanentemente l'immagine del sapere naturale, l'evoluzione del sapere medico nel corso della prima età moderna offre un contributo del tutto peculiare, anche se non sempre adeguatamente riconosciuto, al più vasto fenomeno della Rivoluzione Scientifica.


La questione del potere. Teologi e teoria politica nella disputa tra Bonifacio VIII e Filippo il Bello

" align="RIGHT" hspace="10">N. 496.1.69
La questione del potere. Teologi e teoria politica nella disputa tra Bonifacio VIII e Filippo il Bello, Gianluca Briguglia
Milano, Franco Angeli, 2012
pp. 160

Indice

Ringraziamenti
Introduzione
(Segni, strumenti, poteri; Sovrani, pontefici e intellettuali)
Inquirere veritatem. Sui prologhi politici tra Giovanni di Parigi, Egidio Romano, Giacomo da Viterbo
(Notitia veritatis. Conoscere la verità; "Credo che non sia criticabile ricercare la verità, dal momento che l'ignoranza è pericolosa e che in alcuni casi non c'è certezza": Giacomo da Viterbo, Egidio Romano, Giovanni di Parigi e la ricerca della verità)
"Corpus". Corpo di Cristo e teoria politica
(Alcune implicazioni filosofiche del dibattito eucaristico. Corpo, materia, sostanza; La Determinatio di Giovanni di Parigi; Egidio Romano, Giovanni di Parigi di fronte al corpo di Cristo. Sacramento e teoremi politica)
L'istituzione del potere
(Le due nature di Cristo e il potere di Pietro e del suo successore. Giacomo da Viterbo, Giovanni di Parigi; "Nutus est signum voluntatis". Il problema della fondazione)
Generare e rigenerare il potere. La causalità politica in Egidio Romano
("Communicacio". Il naturalismo politico come agire comunicativo; Adamo. Il peccato originale; Generatività; Il battesimo e il patto; Il papa e il potere costituente)
Conclusioni. I teologi e la politica
Bibliografia
Indice dei nomi.


Abstract

Una delle più famose dispute politiche medievali, quella tra papa Bonifacio VIII e Filippo il Bello, re di Francia, non fu soltanto una drammatica prova di forza tra le potenze dell'epoca, né le teorie politiche di quel periodo sono da considerarsi come un gioco di specchi, un mascheramento erudito e ideologico di ciò che sarebbe veramente importante, cioè la forza e i rapporti tra le pressioni esercitate dalla curia papale e la corte del re. Si tratta invece di un momento di autentico dibattito filosofico-politico, in cui i teologi mettono alla prova gli strumenti concettuali elaborati nel lavoro accademico dell'ultimo quarto del XIII secolo. È qui che la teologia stimola la filosofia, sfidandola con domande nuove che i filosofi dell'antichità, primo tra tutti Aristotele, non potevano porre.
Il volume mette a fuoco alcuni rapporti tra teologia e politica nei trattati della disputa, in particolare quelli di Egidio Romano e Giovanni di Parigi, chiarendo non solo il contesto filosofico da cui sorgono, ma mostrando la loro concreta posta in gioco, cioè la costituzione di un'autonomia teoretica del politico.
Nella polemica feroce tra risposte contrastanti, che non escludono censure e processi, ma che restano comunque accomunate nei metodi, negli strumenti e nell'aspirazione a indagare la verità senza cedere a pressioni di re o di pontefici, i teologi e gli intellettuali delle università, che ormai rappresentano il terzo potere della cristianità, inaugurano una fase nuova del pensiero politico, quella che avrebbe condotto alla modernità.


6 maggio 2021 - Le tournant de 1814

HARMONIA UNIVERSALIS

Du mouvement mesmérien à l’internationale magnétiste

8 aprile 2021 - Écritures du magnétisme animal

HARMONIA UNIVERSALIS

Du mouvement mesmérien à l’internationale magnétiste

Écritures du magnétisme animal Journée d’étude.

Jeudi 8 avril 2021.

Michele Sarcone, Il caffè

" align="RIGHT" hspace="10">N. 10
Michele Sarcone, Il caffè, a cura di Gianluca Falcucci
Napoli, Edizioni Libreria Dante & Descartes, 2021
pp. 175

Indice

Roberto Mazzola
Polemiche scientifiche nella Napoli del tardo Settecento

Gianluca Falcucci
Introduzione

Bibliografia

Nota editoriale

Michele Sarcone
Il caffè

Appendice


Abstract

Il testo che qui si presenta, dato alle stampe nel 1775, nasce da uno spiacevole episodio occorso a Michele Sarcone duran-te il suo soggiorno romano, quando fu chiamato a partecipare al consulto medico al capezzale del frate benedettino Bernar-do d’Aquino, gravemente malato. Le condizioni del paziente migliorarono e Sarcone nel congedarsi suggerì al medico la terapia da seguire per una completa guarigione. Raccomanda-zioni a cui il collega romano non si attenne cosicchè nel giro di pochi giorni il paziente morì. La responsabilità del decesso venne scaricata su Sarcone che per difendersi dalla calunniosa accusa dette alle stampe Il Caffè. L’operetta, secondo un gene-re letterario consolidato, è divisa in tre dialoghi teatralmente ambientati in un caffè romano e ha per protagonisti l’abate Tarasso e il dottor Filippani che discutono del tragico evento con un viaggiatore di passaggio, il conte d’Orantimorin, alter ego di Sarcone. Ad uso esclusivo dei medici a Il Caffè è allega-ta, a riprova della trasparenza del proprio operato, la Historia morbi a Sarconio et clarissimi Toncii testimonium, dove con un deciso salto di registro, rispetto ai dialoghi condotti sul filo dell’ironia, si presenta un asciutto diario clinico del paziente sugellato dalla testimonianza a firma del dottor Sigismondo Tonci così da stroncare definitivamente qualsiasi insinuazione.


Bollettino del Centro di Studi Vichiani Vol.L/1-2

" align="RIGHT" hspace="10">N. L, 1-2
Bollettino del Centro di Studi Vichiani Vol.L/1-2,
Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 2020
pp. 561

Indice

EDITORIALE
FULVIO TESSITORE, Cinquant'anni!
FABRIZIO LOMONACO, Per i cinquant'anni del «Bollettino del Centro di studi vichiani»
MANUELA SANNA, Ricordare Giambattista Vico a trecentocinquant’anni dalla nascita

VICO E LA STORIA
DAVID ARMANDO, LUISA SIMONUTTI, Gli 'Incontri di Storia a partire da Vico'
FULVIO TESSITORE, Vico e la scoperta della conoscenza storica
GIUSEPPE CACCIATORE, Vico tra storia e poesia
GIOVANNI POLARA, Scienza e Prudenza nell'insegnamento secondo Giovan Battista Vico
MAURIZIO CAMBI, Vico e Bacone. Utilità e inutilità dell'Ars memoriae
ROBERTO BIZZOCCHI, Appunti su mito e storia in Vico e Voltaire
GIANNI PAGANINI, La rinascita delle scienze sociali in Italia e l'eredità di Vico. Romagnosi, Ferrari e Cattaneo
GIROLAMO IMBRUGLIA, Vico e Pascal
DOMENICO CONTE, Croce e Vico

VICO TRA FILOSOFIA E LETTERATURA
ROBERTO EVANGELISTA, Uomini e poeti: l'umanità creatrice
GIUSEPPE PATELLA, «Philosophia invalescente, poesis infirmior». Su poesia e filosofia in G. Vico
GIULIA ABBADESSA, La filosofia poetica di Vico e Leopardi
ALESSIA SCOGNAMIGLIO, Il pensiero in versi: riflessioni a margine di alcune poesie di Giambattista Vico
ROBERTO EVANGELISTA, Il geroglifico visibile. Temi vichiani nella poetica di Itala Calvino
ANDREA PEZZÈ, Esiste una cultura latinoamericana? Riflessioni ispanoamericane sul concetto di popolo giovane
SALVATORE PRINZI, Dire la catastrofe: poesia e filosofia in Vico e Merleau-Ponty

SCHEDE E SPUNTI
FABRIZIO LOMONACO, Ancora sugli «auttori» di Vico. Note sull'Antico catalogo della biblioteca dei Padri dell’Oratorio di Napoli
GIACOMO ScARPELLI, I rami d 'oro. Dalla magia alla scienza nuova: Vico e Frazer
DARIO PIZZI, Riflessioni vichiane di un hegeliano ‘ortodosso’
FRANCESCO CRAPANZANO, Vico ‘precursore’ del costruttivismo radicale
PAOLO CASTALDO, La critica delle equipollentiae nella logica di Lorenzo Valla
ROCCO DALL’OLIO, Henrik Brenkmann nei manoscritti fiorentini. Il suo viaggio in Italia nel1709-1713 nel carteggio di Anton Maria Salvini ed ulteriori testimonianze su di lui nelle carte di uomini di stato e di studi

NOTE CRITICHE
MANUELA SANNA, Le molte barbarie vichiane
GIUSEPPE PATELLA, Il Vico di Tadao Uemura
LEONARDO PICA CIAMARRA, L’invito a Vico di Pietro Piovani
LUISA SIMONUTTI, Tra Vico e l’infinito
ANDREA MAZZOLA, Traduzioni e contributi vichiani in Portogallo
ROBERTO EVANGELISTA, L’uomo hobbesiano è solo
MANUELA SANNA, L’innata poliedricità di un intellettuale meridionale: Antonio Genovesi
LUCIA PAPPALARDO, Su immaginazione e conoscenza nella prima età moderna. A margine di un recente studio

AVVISATORE BIBLIOGRAFICO

 


Bollettino del Centro di Studi Vichiani Vol.XLIX/1-2

" align="RIGHT" hspace="10">N. XLIX, 1-2
Bollettino del Centro di Studi Vichiani Vol.XLIX/1-2,
Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 2019
pp. 230

Indice

PIERPAOLO CICCARELLI, Giambattista Vico tra filosofia politica classica e nova scientia della storia
MAURIZIO MARTIRANO, Giuseppe Ferrari e la biografia ‘ideologica’ di Vico

SCHEDE E SPUNTI
GIUSEPPE PATELLA, Giambattista Vico e gli studi culturali.

Parte seconda
ROBERTO EVANGELISTA, Ordine naturale e ordine storico. La legge di natura e i principi della storia nella Scienza nuova 1725

ROSSELLA GAGLIONE, Dalla contemplazione del cielo alla nascita della credenza. Sulle tracce del Vico di Pinchard

LEVENT YILMAZ, L’historicité de l'humanisation de l’homme chez Vico et Hobbes

OMAGGIO A FULVIO TESSITORE
GIUSEPPE CACCIATORE, Un dialogo mai interrotto. Due interviste a Fulvio Tessitore
DOMENICO CONTE, Su due recenti libri storicistici di Fulvio Tessitore
FABlUZIO LOMONACO, La Bibliografia di Fulvio Tessitore
EDOARDO MASSIMILLA, A proposito del Trittico anti-hegeliano
MANUELA SANNA, Vico tra due storicismi
FULVIO TESSITORE, Per ringraziare

NOTE CRITICHE
GIUSEPPE CACCIATORE, I venticinque anni dei «Cuadernos»
ANDREA SuGGI, Vico tra Illuminismo e cultura cattolica

ARCHIVIO VICHIANO

GIUSEPPE FERRARI, Vico (]ean-Baptiste), in «Encyclopédie nouvelle» VIII, 1841, pp. 663-670.

AVVISATORE BIBLIOGRAFICO

 


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