Rassegna dell'Osservatorio

 

L’Osservatorio sui saperi umanistici propone una selezione periodica di contributi recenti, rivolti al dibattito sulla natura e l'evoluzione delle humanities. In questa selezione verranno segnalati anche titoli di saggi e volumi che possono essere riproposti per riannodare le fila di un dibattito che va avanti da tempo e al quale è necessario partecipare.

Uno dei problemi che ci sembra più determinante nel dibattito sul ruolo dei saperi umanistici è l’utilizzo delle nuove tecnologie, e la ricaduta che esse hanno anche sul lavoro degli “umanisti”. La rassegna dedicherà un ampio spazio a questa tematica, riproponendo sia i contributi più strettamente legati al nesso tra tecnologia e scienze umane, che quelli che si occupano in generale della “svolta digitale” e del modo in cui questa cambia aspetti importanti della nostra esistenza.

 

 

Rassegna aggiornata al 03/05/2018 a cura di Roberto Evangelista

 

Rassegna aggiornata al 10/06/2018 a cura di Roberto Evangelista

Humanities e tecnologia digitale

Big data, terrorism and the role of digital humanities

Riproponiamo un articolo del 2016 da “Infolet” che riflette sul rapporto tra big data e lotta al terrorismo. In particolare, l’articolo propone una rassegna di alcuni testi che permettono di approfondire il tema con un approccio critico, soprattutto in termini di sviluppo delle tecnologie relative a quella che viene genericamente indicata come “sicurezza”.

 

Svolta digitale

Sfida tra uomini e robot. Entro il 2050 un terzo dei lavoratori americani sostituito da androidiLa Stampa

Severino-Penrose, viaggio al centro della mente. Dialogo, senza troppi tentativi di capirsi, tra il filosofo e il matematico sui limiti dell’intelligenza artificialeIl Mattino

 

Uno sguardo generale sulle scienze umane: problemi, discussioni, trasformazioni, mutazioni

Le nostre braccia. Recensione a  Andrea Staid, Le nostre braccia. Meticciato e antropologia delle nuove schiavitù, Milieu edizioni, 2018

La “grande trasformazione” dell’Univerisità italiana

Da “Roars”, un estratto del saggio di Davide Borrelli e Maria Luisa Stazio che introduce il recente numero monografico della Rivista di scienza dell’amministrazione (integralmente accessibile in Open Access). Il numero contiene una riflessione a più voci sulla “grande trasformazione” vissuta dall’Università italiana negli ultimi anni e sull’impatto delle politiche sulla problematica condizione dell’istruzione superiore nel nostro Paese. Ne deriva un quadro fortemente critico e negativo: l’adozione delle logiche gestionali del New Public Management all’interno dell’università italiana (ad esempio, mediante il “mito razionalizzato” della qualità e i sistemi di valutazione premiale) non solo fallisce l’obiettivo di ampliare il bacino di utenza della formazione terziaria, ma tende a produrre effetti perversi e disfunzionali, che moltiplicano le forme di dominazione e di comando all’interno del sistema della ricerca scientifica e accentuano gli squilibri e le differenze territoriali.

 

Basta con l’eccellenza. Come la grande musica, l’Università non è fatta di soli Mozart

Il docente di filosofia. Un intellettuale organico della buona scuola

 

Letture

Open non è free – Collettivo Ippolita