Un articolo di Agostino Cera su network, tecnica e pandemia

Agostino Cera, La società pandemica

Armando Mascolo

 

Agostino Cera è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università “Federico II” di Napoli e docente a contratto di Fenomenologia dell’Immagine presso l’Accademia di Belle Arti della stessa città. Si occupa di pensiero tedesco del ’900 (Löwith, Heidegger, Anders), filosofia della tecnica, antropologia filosofica, antropocene. Tra le sue pubblicazioni più recenti: The Technocene or Technology as (Neo)environment (2017); Der Mensch zwischen kosmologischer Differenz und Neo-Umweltlichkeit (2018); Mitmensch contra Dasein. Karl Löwiths anthropologische Kritik an der Daseinsanalytik (2018); Antropocene e Neo-prometeismo aidosiano (2020).

Nell’articolo La società pandemica viene indagato il nesso sostanziale che lega network society (Manuel Castells),techno-society (o Gestell-society) e pandemic society. Fondata sui concetti di “network” e “nodo” e sulla logica del flusso, la network society incarna la cornice sociale ed epocale nella quale la tecnica emerge come «soggetto della storia» (Günther Anders), nella quale la razionalizzazione diventa il solo parametro di riferimento affidabile. Il che lo trasforma da possibilità in obbligazione e imperativo. Il carattere strutturalmente globale e interdipendente di una tale cornice, ne fa un naturale incubatore di fenomeni pandemici. Per difendersi da questo rischio, la società pandemica è costretta a immunizzarsi in misura sempre crescente dalla differenza, assumendo con ciò le sembianze di una società unaria: un contesto di omogeneità totale, all’interno del quale “tutto diventa uno”, all’interno del quale, cioè, “Bartleby” diventa una opzione antropologica non più praticabile.

[online 09/11/2020]

 

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