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Silvia Caianiello

degli anni ’60, furono gli scienziati a lanciare i primi allarmi sulla catastrofe

ecologica e sull’insostenibilità del modo di sviluppo delle società occidentali.

Nel 1968 cominciarono i lavori del Club di Roma, da cui scaturì il rapporto

sui

Limiti dello sviluppo

del 1972; già nello stesso 1968, Paul Ehrlich lanciava

l’allarme sulla bomba popolazionale ed ecologica

4

. Previsioni funeste che in-

nescarono la percezione collettiva di un pericolo incombente, di una precarietà

della posizione dell’uomo. Nella stessa temperie, si diffondeva su scala globale

il movimento di liberazione animale ispirato dal manifesto di Peter Singer,

quasi a saldare nello sguardo collettivo la percezione di questa precarietà alla

hybris

umana, al suo assoggettamento della natura e degli altri esseri viventi

5

.

A meno di mezzo secolo di distanza, si assiste ad un fenomeno nuovo; pur

senza mai abbassare – per fortuna – la soglia di un vigile allarmismo sul futuro

del pianeta, sembrano affacciarsi, tra le file degli scienziati e di alcuni tra i

più autorevoli popolarizzatori scientifici, imprevisti segnali di ottimismo sul

destino dell’umanità.

Lo psicologo evoluzionista Steven Pinker proclama il declino della violenza e

la probabile vittoria “dei migliori angeli” della nostra natura sui suoi demoni.

Il carismatico Jeremy Rifkin annuncia l’avvento di una società empatica, il

primatologo Frans de Waal quello di un’era dell’empatia, e un prestigioso e

nutrito drappello sembra convergere verso quello che una star del giornalismo

scientifico internazionale, Matt Ridley, ha definito “ottimismo razionale”: un

ottimismo in questo caso basato su dati quantitativi e raffinate analisi statisti-

che, comparazioni tra storia recente e storia profonda, modi di vita e evolu-

zioni delle forme del sociale, che alimentano la rappresentazione che oggi l’u-

manità viva, se non nel migliore dei mondi possibili, sicuramente nel migliore

sinora esistito

6

. Ciò che accomuna queste letture, pur nella loro diversità, è il

4

I limiti dello sviluppo. Rapporto del System Dynamics Group Massachusetts Institute of Techno-

logy (MIT) per il progetto del Club di Roma sui dilemmi dell’umanità

, a cura di D.H. Meadows et

al., pref. di A. Peccei, Mondadori, Milano 1972; P.R. Ehrlich,

The population bomb

, Ballantine

Books, New York 1968.

5

P. Singer,

Animal Liberation. A new ethics for our treatment of animals

, New York Review/

Random House, New York 1975.

6

Cfr. S. Pinker,

The better angels of our nature: The decline of violence in history and its causes

,

Viking, New York 2011; tr. it.

Il declino della violenza. Perché quella che stiamo vivendo è probabil-

mente l’epoca più pacifica della storia

, Mondadori, Milano 2013; F.B.M. de Waal,

The age of empa-

thy: Nature’s lessons for a kinder society

, Harmony Books, New York 2009; tr. it.

L’età dell’empatia

,

Garzanti, Milano 2011; J. Rifkin,

The empathic civilization

, Jeremy P. Tarcher/Penguin, New

York 2009; tr. it.

La civiltà dell’empatia

, Mondadori, Milano 2010; M. Ridley,

The rational opti-

mist

, Harper, New York 2010; tr. it.

Un ottimista razionale

, Codice, Torino 2013.