La questione del potere. Teologi e teoria politica nella disputa tra Bonifacio VIII e Filippo il Bello

N. 496.1.69
La questione del potere. Teologi e teoria politica nella disputa tra Bonifacio VIII e Filippo il Bello, Gianluca Briguglia
Milano, Franco Angeli, 2012
pp. 160

Indice

Ringraziamenti
Introduzione
(Segni, strumenti, poteri; Sovrani, pontefici e intellettuali)
Inquirere veritatem. Sui prologhi politici tra Giovanni di Parigi, Egidio Romano, Giacomo da Viterbo
(Notitia veritatis. Conoscere la verità; "Credo che non sia criticabile ricercare la verità, dal momento che l'ignoranza è pericolosa e che in alcuni casi non c'è certezza": Giacomo da Viterbo, Egidio Romano, Giovanni di Parigi e la ricerca della verità)
"Corpus". Corpo di Cristo e teoria politica
(Alcune implicazioni filosofiche del dibattito eucaristico. Corpo, materia, sostanza; La Determinatio di Giovanni di Parigi; Egidio Romano, Giovanni di Parigi di fronte al corpo di Cristo. Sacramento e teoremi politica)
L'istituzione del potere
(Le due nature di Cristo e il potere di Pietro e del suo successore. Giacomo da Viterbo, Giovanni di Parigi; "Nutus est signum voluntatis". Il problema della fondazione)
Generare e rigenerare il potere. La causalità politica in Egidio Romano
("Communicacio". Il naturalismo politico come agire comunicativo; Adamo. Il peccato originale; Generatività; Il battesimo e il patto; Il papa e il potere costituente)
Conclusioni. I teologi e la politica
Bibliografia
Indice dei nomi.


Abstract

Una delle più famose dispute politiche medievali, quella tra papa Bonifacio VIII e Filippo il Bello, re di Francia, non fu soltanto una drammatica prova di forza tra le potenze dell'epoca, né le teorie politiche di quel periodo sono da considerarsi come un gioco di specchi, un mascheramento erudito e ideologico di ciò che sarebbe veramente importante, cioè la forza e i rapporti tra le pressioni esercitate dalla curia papale e la corte del re. Si tratta invece di un momento di autentico dibattito filosofico-politico, in cui i teologi mettono alla prova gli strumenti concettuali elaborati nel lavoro accademico dell'ultimo quarto del XIII secolo. È qui che la teologia stimola la filosofia, sfidandola con domande nuove che i filosofi dell'antichità, primo tra tutti Aristotele, non potevano porre.
Il volume mette a fuoco alcuni rapporti tra teologia e politica nei trattati della disputa, in particolare quelli di Egidio Romano e Giovanni di Parigi, chiarendo non solo il contesto filosofico da cui sorgono, ma mostrando la loro concreta posta in gioco, cioè la costituzione di un'autonomia teoretica del politico.
Nella polemica feroce tra risposte contrastanti, che non escludono censure e processi, ma che restano comunque accomunate nei metodi, negli strumenti e nell'aspirazione a indagare la verità senza cedere a pressioni di re o di pontefici, i teologi e gli intellettuali delle università, che ormai rappresentano il terzo potere della cristianità, inaugurano una fase nuova del pensiero politico, quella che avrebbe condotto alla modernità.