Visione e parola. Un'interpretazione del concetto spinoziano di scientia intuitiva. Tra finito e infinito

N. 496.1.71
Visione e parola. Un'interpretazione del concetto spinoziano di scientia intuitiva. Tra finito e infinito, Patrizia Pozzi
Milano, Franco Angeli, 2012
pp. 256

Indice

Avvertenza
Introduzione
La definizione spinoziana di scientia intuitiva
(La conoscenza intuitiva nell'opera di Spinoza; Interpretazioni del concetto spinoziano di scientia intuitiva)
Il linguaggio di Spinoza
(Il problema della terminologia in Spinoza; Ebraico e latino; Uno sguardo alla biblioteca di Spinoza)
Il concetto di intuizione nella storia del pensiero: conoscenza e visione
(Vedere e conoscere nella grecità e nell'ellenismo; Intueri: da Agostino ad Ockham; La conoscenza intuitiva nel Rinascimento; Intuizione ed evidenza nell'età moderna)
Parola e visione nell'ebraismo: la lettura ebraica del testo sacro
(Vedere e udire nella Sacra Scrittura; La parola di Dio; Linguaggio di Dio e linguaggio degli uomini; Mosè: la visione in uno specchio chiaro e la parola faccia a faccia)
Spinoza e l'ebraismo
(Spinoza e l'ebraismo nella letteratura critica; Spinoza e il Talmud; Riflessioni spinoziane su Mosè e il Tetragramma; Spinoza e la lingua ebraica)
La scientia intuitiva: visione e parola
(Scientia intuitiva e Amor Dei intellectualis; Tra finito e infinito; La conoscenza come tensione ermeneutica; Il mos geometricum: uno sguardo matematico sull'infinito)
Riflessioni conclusive
Appendic. L'elenco notarile dei testi presenti nella biblioteca di Spinoza
Bibliografia
Indice dei nomi.


Abstract

La filosofia di Spinoza ha radici complesse, a vario titolo scandagliate. Quella spinoziana è una via che può essere compresa riconoscendo le fonti e le prospettive di una tensione filosofica volta a pensare, insieme, l'essere e il divenire, il tempo e l'eternità, il finito e l'infinito, l'unità e la molteplicità, l'individuo e la res publica. Tanto la cultura greco-latina (dai classici al medioevo, dall'umanesimo a Descartes), quanto la tradizione ebraica (in varie sfaccettature, dalla dimensione talmudica a quella cabbalistica) possono essere indagate, e spesso sono state ipotizzate, come basi di un percorso che lucidamente si confronta con autori e opere di cui si nutre, ma rispetto a cui, tuttavia, prende le distanze, cercando una sua propria irriducibile originalità. A partire dal lessico fino alla struttura delle opere spinoziane, siamo sempre chiamati a scavare in quello che è stato un tentativo radicale, e spesso provocatorio, di ridefinizione del logos filosofico, dall'ontologia alla politica.
In questo libro si è cercato di mettere a fuoco il concetto spinoziano di scientia intuitiva conducendo un'analisi interna dell'opera di Spinoza e considerando alcuni tra gli autori e le correnti della storia del pensiero (di impronta sia classica, sia ebraica) che possono avere lasciato un riflesso in questa complessa idea spinoziana, oggetto di molteplici e talvolta inconciliabili letture.
Di fronte ad una filosofia che si presenta con l'istanza di un adamantino rigore razionale e che ha sollecitato una continua tensione a comprendere ed interpretare i suoi possibili significati, queste pagine si pongono come un tentativo di interpretazione del concetto di scienza intuitiva, nella consapevolezza che, data la complessità della visione spinoziana, l'obiettivo non è tanto arrivare a circoscrivere un significato univoco, quanto mostrare una delle possibili lenti attraverso cui questo concetto può essere letto.